• Christian Trentola

Stasera in Tv / Top Gun

STASERA IN TV

Top Gun

Tony Scott

- 1986 -


Verso la metà degli anni ’80, giubbotti di pelle con toppe raffiguranti lo stormo di appartenenza e le missioni compiute, occhiali da sole Aviator e taglio di capelli a spazzola fecero la loro prepotente comparsa sulla scena internazionale e, naturalmente, anche in Italia, dove le strade furono invase da ragazzi palestrati che indossavano la stessa identica tenuta. Militari in libera uscita? Gli Stati Uniti avevano forse deciso di aumentare il numero di uomini all’interno delle basi? Niente di tutto questo, era il 1986 e nelle sale da qualche tempo veniva proiettato “Top Gun” di Tony Scott (buonanima), il film che vi propongo questa settimana e che, pur non essendo un capolavoro, ha segnato un’epoca e ha influenzato un’intera generazione.

Osteggiato da gran parte della critica, che lo considerò un inno all’efficienza bellica americana (erano gli anni di Reagan e della guerra fredda) e alle spacconate di un manipolo di esaltati, divenne in pochissimo tempo campione d’incassi al botteghino. I produttori ebbero una serie infinita di “no thanks” da registi e attori, che non condividevano il progetto e soprattutto il messaggio ideologico del film eppure, al pari di un amuleto, ha contribuito a lanciare le carriere di gran parte del cast. Si pensi a Meg Rayan, Anthony Edwards - che poi divenne l’amatissimo dr. Greene di “E.R.” -, Val Kilmer, Tim Robbins, che nel film avrà sì e no un paio di inquadrature, e soprattutto a Tom Cruise, che solo dopo Top Gun potrà dire di essere davvero Tom Cruise.

Se è vero che il film scelto questa settimana vive di una lunga serie di paradossi e contraddizioni, lo stesso si può dire per i cocktail di quel periodo, in cui si è bevuto molto, ma molto male. Me le ricordo come se fosse ieri quelle bombe alcoliche dai colori sgargianti e dal gusto improponibile, che riuscivi a buttare giù solo grazie all’euforia dei diciott’anni e al fatto che l’hangover non era ancora una piaga che si protrae per tre giorni.

In tutti i locali imperversavano orribili vodka aromatizzate con qualsiasi tipo di frutta e lo stucchevole liquore a base di wisky e crema di latte di cui non c’è neanche bisogno di fare il nome e cocktail poi caduti, fortunatamente, nel dimenticatoio: tgv (perché in effetti era come finire sotto un treno, visti gli ingredienti), Invisibile, Blue Lagoon, B52 e ancora Lady killer, ma soprattutto lui, il più gettonato di tutti, l’Angelo Azzurro. Qualcuno ha scritto, e io condivido, che a questi cocktail mancasse solo lo shampoo e poi ci si poteva pulire la stiva di una petroliera; per fortuna la mixologia è uscita dal suo periodo più buio da molti anni, ma soprattutto è il palato di chi frequenta i locali che è diventato molto più esigente. Perciò cocktail coloratissimo sia, ma che abbia anche una certa classe...



Ingredienti per un Blueberry gin and tonic:

5cl gin infuso con mirtillo nero

Acqua tonica

3 mirtilli neri

1 peel di pompelmo

timo fresco

Ingredienti per il gin infuso

70 cl gin

400 g mirtillo nero




Method:

Innanzitutto bisogna fare l’infusione dei mirtilli neri nel gin. Mettete i mirtilli in un recipiente piuttosto capiente e dotato di chiusura, e schiacciateli leggermente con un pestello o una forchetta. Aggiungete il gin, mescolate con cura, e lasciate riposare almeno 24 ore a temperatura ambiente, filtrate con un colino a maglie strette e imbottigliate nuovamente il gin.

A questo punto siete pronti per preparate il cocktail; versate in un baloon alcuni cubetti di ghiaccio e girate con lo stirrer per raffreddare il bicchiere, aggiungete il gin, colmate con acqua tonica e date un’altra mescolata. Guarnite con un ricciolo di scorza di pompelmo e qualche mirtillo.

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