• Christian Trentola

Quel che resta del...cocktail.

La stazione di Milano in questi giorni somiglia a un bagno turco, e il borsone che ho in spalla di certo non agevola le cose; desidero solo una doccia, una stanza climatizzata, e recuperare un po’ di energie, prima di seguire un intensive course, che si annuncia molto faticoso, ma… raggiungo l’indirizzo che mi è stato raccomandato, e capisco subito che le cose andranno in tutt'altro modo.

La sensazione che provo, è quella di essere tornato ai tempi dell’Università e dell' interrail, anche se i ragazzi che sono in fila con me per il check in, hanno trolley compatti, al posto degli zaini pesanti, e consultano smartphone e tablet per orientarsi. L’ambiente è molto accogliente, con tante cose sparse, solo apparentemente a caso, come la grande lavagna d’epoca, il mobile in ferro con i giochi da tavolo, fino alle scritte dipinte sulle pareti.

Sempre più incuriosito, mi avventuro tra spazi comuni, stanze dedicate alla lettura, fino a scoprire un delizioso giardino interno per l’aperitivo, e un terrazzo con tanto di amache e chaiselongues.

Ovunque c’è gente che chiacchiera, si conosce, si scambia esperienze, in un’atmosfera informale e rilassata, che alla fine coinvolge anche me. Decido di abbandonare i miei buoni propositi per la serata, e così mi ritrovo a giocare a Calcio balilla (due ore e un cambio t-shirt), a chiacchierare amabilmente sulle norme che regolano la somministrazione di alcol nei locali in Finlandia, e, dulcis in fundo, a bere un discreto Moscow mule preparato da Mattia, che dietro il bancone sembra avere più mani della Dea Kali, mentre prepara i cocktail per gli assetati che, a differenza mia, tireranno a fare tardi, e lasciare tracce del loro passaggio…

















SUBSCRIBE VIA EMAIL